Punti chiave
- Manifestazioni in decine di città:
Cortei e sit-in organizzati da Nord a Sud per contestare le norme appena varate. - Critiche su valutazione e carichi di lavoro:
Sindacati e associazioni temono che le novità aumentino l’ansia e possano penalizzare alunni con DSA o difficoltà nell’apprendimento. - Genitori e docenti alleati:
La protesta unisce famiglie e insegnanti che chiedono attenzione agli aspetti emotivi e motivazionali nei primi anni di scuola. - Ministero difende le linee guida:
Il Ministero sostiene che le nuove regole puntano a migliorare competenze e risultati, promettendo monitoraggi e aggiustamenti. - Nuovo tavolo di confronto previsto:
Atteso per la prossima settimana un incontro tra rappresentanti delle parti e il Ministero per valutare possibili revisioni.
Introduzione
Oggi, migliaia di insegnanti, genitori e studenti hanno manifestato in decine di città italiane contro le nuove linee guida per la scuola primaria appena introdotte dal Ministero dell’Istruzione.
Le proteste riflettono timori per una didattica meno inclusiva e per una maggiore pressione sui più piccoli. Nel frattempo, si attende un incontro tra le parti per discutere il benessere degli studenti.
Cosa prevedono le nuove linee guida
Il Ministero dell’Istruzione ha presentato un piano di riforma che modifica radicalmente il sistema di valutazione nella scuola primaria.
La proposta prevede il ritorno ai voti numerici in sostituzione del giudizio descrittivo introdotto nel 2020.
Il nuovo sistema introduce verifiche standardizzate bimestrali per tutte le materie principali. Gli studenti dovranno affrontare prove comuni a livello nazionale, con criteri di correzione uniformi stabiliti dal Ministero.
La riforma stabilisce anche un monte ore minimo settimanale per italiano e matematica.
Di conseguenza, il tempo disponibile per attività laboratoriali e artistiche viene ridotto. Secondo il documento ministeriale, almeno il 60% dell’orario dovrà essere dedicato alle materie fondamentali.
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La protesta nelle città
Oltre 50.000 persone hanno partecipato alle proteste organizzate in 30 città italiane contro le nuove disposizioni ministeriali.
A Roma, il corteo principale ha visto la presenza di 15.000 partecipanti che hanno sfilato fino al Ministero dell’Istruzione.
A Milano, circa 8.000 manifestanti hanno occupato piazza Duomo.
A Napoli e Palermo si sono registrate rispettivamente 6.000 e 4.000 presenze.
Ovunque, i cortei si sono svolti pacificamente, coinvolgendo insegnanti, genitori e studenti.
Nelle piazze principali sono stati allestiti punti informativi per spiegare le criticità della riforma.
Striscioni e cartelli hanno messo in evidenza lo slogan
“La scuola non si valuta con i numeri”.
Le ragioni del dissenso
I sindacati della scuola contestano l’abbandono del sistema di valutazione formativa introdotto tre anni fa. Maria Rossi, segretaria nazionale della UIL Scuola, ha dichiarato che il ritorno ai voti numerici rappresenta un passo indietro che non tiene conto dei progressi nella comprensione dei processi di apprendimento.
Le associazioni dei genitori hanno espresso preoccupazione per l’aumento del carico di verifiche standardizzate.
Il Coordinamento Genitori Democratici ha sottolineato che questo approccio rischia di aumentare lo stress degli alunni e di ridurre l’autonomia didattica degli insegnanti.
I docenti segnalano l’impatto negativo della riduzione delle ore dedicate alle attività espressive e laboratoriali.
Paolo Bianchi, rappresentante del Movimento di Cooperazione Educativa, ha affermato che limitare arte, musica e attività pratiche significa ignorare l’importanza della formazione integrale del bambino.
Voci a confronto
Il Ministero difende la riforma come misura necessaria per allineare il sistema italiano agli standard internazionali.
Il sottosegretario all’Istruzione ha spiegato in conferenza stampa che le nuove linee guida garantiranno una valutazione più oggettiva e comparabile.
Le associazioni professionali dei docenti propongono invece un modello ibrido.
La presidente dell’Associazione Nazionale Insegnanti ha suggerito che sia possibile coniugare la necessità di parametri oggettivi con una valutazione che tenga conto del percorso individuale dello studente.
Prossimi passi
Il Ministero ha convocato un tavolo tecnico per il 15 marzo con rappresentanti sindacali e associazioni di categoria.
Durante l’incontro verranno affrontate le criticità emerse nelle proteste e valutate possibili modifiche alle linee guida.
La Commissione Istruzione della Camera ha programmato audizioni pubbliche per la settimana successiva.
Le parti coinvolte presenteranno proposte alternative ed emendamenti al testo originale.
Conclusione
Le proteste contro le nuove linee guida sulla valutazione primaria evidenziano una forte richiesta di equilibrio tra oggettività e valorizzazione dei diversi percorsi di crescita degli studenti.
Il confronto tra Ministero e parti sociali e le audizioni parlamentari saranno fondamentali per eventuali aggiustamenti alla riforma.
Da tenere d’occhio:
tavolo tecnico il 15 marzo e audizioni pubbliche alla Commissione Istruzione nella settimana successiva.





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